PICCOLI MOMENTI D’ESSERE

Troverò una vecchia donna
davanti allo specchio,
no – non una donna
ma un essere asessuato
ed ermafrodito.

Gli dirò:
– hai trovato il simmetrico
senso? Il gesto finale
in cui converge il perimetro
di una formula eterna?
Mi risponderà: – no,
ma ho lucidato quel paio
di scarpe lasciate alla porta
dopo l’uggiosa tormenta
di giugno,
avevo l’inguine stanco
per tanta corsa.
Erano accanto
all’ombrellino di seta blu
che portava gli occhi
di mia madre
come un serto nuziale
di stelle.

Solo questo ora so.
Ricordo il non nitido,
il momento d’essere
non accessoriato,
l’inutile rivolgersi sempre
allo stesso sole
e sentirlo accecante solo
un’unica vera volta
inaspettata
come un graffio di epifanica
rivelazione sulla pelle.

 

(08 aprile 2019)
Giuditta Michelangeli

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