COME IL MARE, ALLORA TU

mare

Come il mare leviga le sue pietre
e poi le abbandona sulla sabbia
così tu mi hai sputato
fuori dal tuo ventre.

Galleggiavo dentro di te
e non vedevo che incombeva
sopra la superficie
l’ombra cupa del tuono:
ero cieca e sorda,
e tu sapevi già che avresti espulso
questa tua figlia devota
fuori dal tuo grembo vitale.

Ora cuocio sotto il crudissimo sole
inchiodata lì,
sasso che scava la duna:
non mi riesuma nessuna tempesta.

Eppure talvolta torni ad accarezzarmi
con la tua lingua spumosa:
parole incerte tra i tumulti notturni.
Vuoi recuperarmi ora sulla riva?

Ma sono già lontana,
gettata in un altro oceano.

(13 febbraio 2019)
Giuditta Michelangeli

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